BIM: cos’è a cosa serve e perché utilizzarlo

Il Building Information Modelling – tradotto nell’acronimo BIM –  è lo strumento di progettazione architettonica collaborativo che negli ultimi anni ha cambiato il modo di ideare un’opera. Il suo approccio concettuale sta esercitando un forte impatto sui processi di sviluppo dei progetti, tant’è che si stima che entro il 2027 il valore globale del mercato del software raggiungerà i 15 miliardi di dollari.  NON UN SEMPLICE SOFTWARE: ECCO COS’È IL BIM  Il Building Information Modeling (BIM) è una metodologia che consente ai professionisti dell’architettura, dell’ingegneria e delle costruzioni (AEC) di generare un modello digitale contenente le informazioni sull’intero ciclo di vita del progetto attivo: dall’ideazione alla costruzione fino alla sua demolizione e dismissione. Con il BIM, più che una rappresentazione tridimensionale, è possibile creare un prototipo informativo dinamico, interdisciplinare e condiviso, ossia un gemello digitale dell’opera che contiene dati su geometria, materiali, struttura portante, caratteristiche termiche e prestazioni energetiche, impianti, costi, sicurezza, manutenzione. for those who admire high-tech engineering, richardmillereplica.co offers exceptional richard mille pieces that redefine timekeeping. Si tratta, dunque, di modelli virtuali che migliorano e ampliano la gestione dei dati e che permettono ai progettisti di lavorare secondo un approccio collaborativo, condividendo le scelte tecniche, rilevando e risolvendo eventuali incongruenze ed errori. TUTTI I VANTAGGI DI PROGETTARE CON IL BIM Il BIM è quindi un metodo di progettazione nato dalla necessità e volontà di coinvolgere diversi professionisti, in quanto consente di integrare in un unico modello le informazioni utili in ogni fase della progettazione: da quella architettonica, strutturale, impiantistica fino a quella energetica e gestionale. Inoltre, la tecnologia BIM offre molteplici vantaggi come per esempio:  Un progetto di Building Information Modeling dà la possibilità alla committenza di avere un’elaborazione virtuale del ciclo di vita dell’edificio, anche dopo la fase di progettazione. I modelli creati con questa metodologia possono quindi essere utilizzati per effettuare simulazioni o computi puntuali dei materiali, liberando il progettista da questo tipo di attività e permettendogli di concentrarsi soprattutto sul design. Tuttavia, nonostante gli importanti vantaggi e la notevole semplificazione del lavoro, c’è da considerare che l’utilizzo del BIM richiede un maggiore investimento e lavoro nella fase iniziale del progetto. COME VENGONO SALVATI I PROGETTI CON IL BIM Generalmente un oggetto BIM viene salvato nel formato IFC (Industry Foundation Class), con estensione .ifc. Questi file IFC sono classificati come file di immagine 3D, che contengono anche altre informazioni tecniche, e sono compatibili con tutti i software che usano la tecnologia BIM. Con i file IFC è possibile: COSA CI SARÀ DOPO IL BIM? Mentre i primi prototipi del BIM, risalenti agli anni ‘70, si concentravano sulle sue funzioni come strumento di progettazione assistita da computer (CAD), il BIM nel 21° secolo è molto più di un software di disegno.   In futuro, è pronto a continuare ad evolversi come strumento di collaborazione per ottimizzare tutte le fasi del ciclo di vita di un edificio, aiutato dalla crescente interoperabilità con altri strumenti di automazione. SKEINBIM® Scopri le peculiarità della realizzazione dei nostri oggetti BIM e di come gestiamo i disciplinari presenti nei vari settori. Clicca e richiedi maggiori informazioni

BIM e Facility management: manutenzione patrimonio immobiliare

l Building Information Modeling (BIM) è il metodo di progettazione in grado di generare un modello digitale che contiene tutte le informazioni sul ciclo di vita del progetto. In questi ultimi anni ha trasformato il modo di ideare un’opera e, oltre ai vantaggi che abbiamo citato nel nostro articolo Bim: cos’è a cosa serve e perché utilizzarlo, ha notevoli potenzialità anche nel facility management, ossia tutto ciò che riguarda la gestione degli edifici ed in particolar modo gli impianti (elettrici, meccanici e idraulici), verde, pulizia, vigilanza, ma anche servizi di portineria. BIM E FACILITY MANAGEMENT COME METODO PER GESTIRE E VALORIZZARE I PATRIMONI IMMOBILIARI L’introduzione del BIM e la conseguente possibilità di realizzare una gestione dinamica dei patrimoni immobiliari costituiscono uno dei campi del facility management in grado di fare la differenza. L’evoluzione tecnologica ha messo, infatti, a disposizione tecniche evolute per il rilievo e la diagnostica che si prestano a una modellazione estremamente precisa.  L’avvento del BIM nella realizzazione e gestione dei patrimoni immobiliari in Italia avrà un effetto enorme, superiore a quello che portò il CAD. L’utilizzo della metodologia BIM rappresenta, quindi, un’opportunità per semplificare la gestione degli immobili e raggiungere enormi guadagni in termini di qualità e quantità delle informazioni sensibili.  IL BIM PER GLI INTERVENTI SUGLI EDIFICI ESISTENTI IN ITALIA Nel nostro Paese il tema del patrimonio esistente è particolarmente delicato proprio perché il 65% degli immobili presenti sul territorio è stato realizzato prima del 1976, mentre il 40% tra il 1946 e il 1971. Quindi, la necessità di migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti, di ridurne il rischio sismico e, più in generale, di ristrutturarli anche ai fini dell’adeguamento tecnico e normativo, rendono il BIM lo strumento più indicato. Inoltre, l’impiego del Building Information Modeling può essere posto anche come requisito nel contesto di gare di progettazione e d’appalto, esternalizzando parte degli oneri connessi alla creazione dell’anagrafica tecnica e permettendo di concentrare gli investimenti sulla formazione del personale interno e sull’acquisto delle tecnologie. BIM: DALLA PROGETTAZIONE ALLA SIMULAZIONE  Il BIM è, ad oggi, lo strumento più potente in termini di riprogettazione di un’opera esistente, in funzione della sua valorizzazione economica. Questa metodologia permette di ottimizzare le fasi di pianificazione, realizzazione e gestione delle costruzioni attraverso un software che crea un modello virtuale di un edificio contenente le informazioni sui suoi elementi. In questo modo i diversi attori che durante il ciclo di vita dell’edificio utilizzeranno il modello tridimensionale saranno in grado di manipolarlo e leggere le informazioni aggiungendo quelle relative alla loro disciplina e al loro intervento.  Dunque, le sue possibili applicazioni sono tante: dal rendering architettonico alla stima dei costi d’intervento, dal comportamento energetico alla risposta alle sollecitazioni sismiche, dalla sicurezza antincendio fino al funzionamento di impianti industriali. BUSINESS PROCESS REINGENEERING: LA RIORGANIZZAZIONE DELL’UFFICIO TECNICO L’introduzione del BIM, all’interno di processi produttivi, in ottica di facility management, può essere percepita come un evento traumatico e comportare un aumento dell’investimento di lavoro iniziale da non sottovalutare. La riorganizzazione dei processi, perciò, costituisce un aspetto di fondamentale importanza per assicurare il successo dell’operazione. Il primo fattore da considerare consiste nel generare consenso attorno all’introduzione della metodologia BIM. La soluzione più praticata consiste nella creazione di un BIM team trasversale rispetto alla struttura dell’ufficio tecnico, nel quale inserire almeno una nuova risorsa specializzata. La promozione dello spirito di squadra può fare leva principalmente sulla definizione di un ambiente di lavoro condiviso, nel quale consolidare nuove modalità di collaborazione attraverso lo scambio delle informazioni, in grado di ottimizzare lo svolgimento delle singole mansioni incrementando la produttività e il grado di soddisfazione personale. Scopri le peculiarità della realizzazione dei nostri oggetti BIM e di come gestiamo i disciplinari presenti nei vari settori. Clicca e richiedi maggiori informazioni