BIMeet al fianco di BIM (K)now! per ‘’ BIM ECOSYSTEM: Design as a Cultural Practice ‘’

In un momento storico in cui il mondo della progettazione si trova immerso in una trasformazione radicale dei propri strumenti, dei propri linguaggi e soprattutto delle proprie responsabilità culturali, torna uno degli appuntamenti più consolidati e riconoscibili nel panorama della divulgazione scientifica legata al Building Information Modeling: BIM (K)now!. Un format che non nasce oggi, e che non appartiene a una moda recente della digitalizzazione del progetto, ma che rappresenta ormai da anni una piattaforma culturale stabile e riconosciuta, capace di mettere in relazione università, ricerca, studi internazionali, ordini professionali e mondo della produzione architettonica.
Il format BIM (K)now! è infatti da tempo un punto di riferimento nella riflessione sul rapporto tra architettura e processi digitali, e si è consolidato come uno spazio di confronto continuo in cui il BIM non viene mai ridotto a semplice tecnologia operativa, ma interpretato come dispositivo culturale e metodologico del progetto contemporaneo.
Il format owner è Vittorio Andrea Sellaro, figura centrale nella costruzione di questo percorso scientifico e culturale, che negli anni ha dato continuità e visione a un progetto scientifico e accademico ormai riconosciuto a livello nazionale e non solo.
L’edizione 2026 che si svolgerà a Napoli rappresenta una nuova tappa di questo percorso pluriennale e assume una connotazione specifica grazie al lavoro curatoriale di:

  • Vittorio Andrea Sellaro
  • Valeria Cera
  • Giuseppe Antuono

che firmano la direzione scientifica e culturale dell’iniziativa.

L’EDIZIONE 2026: UN TITOLO CHE DEFINISCE UN CAMBIO DI PROSPETTIVA

L’appuntamento di quest’anno porta un titolo che non è semplicemente descrittivo, ma fortemente interpretativo:

“BIM ECOSYSTEM: Design as a Cultural Practice”

Un titolo che già nella sua formulazione segnala un passaggio importante: il superamento dell’idea di BIM esclusivamente come processo per entrare in una dimensione più ampia, quella di ecosistema progettuale, in cui dati, modelli, decisioni, responsabilità e visioni si intrecciano in modo continuo.
L’evento si svolgerà l’8 maggio 2026 (ore 14.00–18.00) presso l’Aula Scipione Bobbio, Piazzale Tecchio 80, ex Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Università degli Studi di Napoli Federico II.
L’iniziativa è promossa dal format BIM (K)now! insieme ai Dipartimenti:

  • DICEA
  • DiARC

Con l’Alto Patrocinio dell’Università di Napoli Federico II e con il patrocinio e il coinvolgimento di ordini professionali, enti tecnici e realtà istituzionali del settore.

IL CONTESTO: IL BIM COME ECOSISTEMA CULTURALE DEL PROGETTO

Il punto di partenza teorico dell’edizione 2026 è chiaro: il BIM non viene più interpretato esclusivamente come metodologia digitale di gestione del progetto, ma come ecosistema culturale complesso. In questo scenario, la progettazione architettonica contemporanea viene letta come un sistema in cui:

  • la complessità non è un’eccezione, ma una condizione strutturale
  • il progetto non è lineare ma stratificato
  • il dato non è neutro ma interpretativo
  • la tecnologia non è accessoria ma costitutiva del processo

Il BIM, quindi, diventa uno spazio operativo e allo stesso tempo concettuale, in grado di riorganizzare il modo in cui il progetto viene pensato, condiviso e realizzato. La conferenza nasce proprio per interrogare questo passaggio: dal BIM esclusivamente come processo al BIM come ambiente culturale.

Le questioni centrali della conferenza
La riflessione dell’edizione 2026 si sviluppa attorno a quattro nuclei tematici fondamentali:

  • il progetto come pratica culturale capace di incidere sui territori e sulle comunità
  • il BIM come strumento di controllo, coerenza e qualità lungo tutto il processo
  • il rapporto tra creatività, sistema e gestione dei dati
  • una nuova forma di responsabilità progettuale condivisa

Non si tratta quindi di un evento puramente tecnico, ma di un confronto sulla natura stessa del progetto contemporaneo.

GLI OSPITI INTERNAZIONALI: TRE VISIONI DEL BIM NEL PROGETTO CONTEMPORANEO

L’edizione 2026 ospita tre studi internazionali di primo piano, che rappresentano tre differenti interpretazioni del ruolo del digitale nel progetto architettonico.

Zaha Hadid Architects
Thinking in BIM: the unbroken thread of design

Il contributo affronta il tema della continuità progettuale come questione centrale. In un processo sempre più frammentato tra strumenti e fasi, il BIM diventa il dispositivo che mantiene coerenza tra intenzione iniziale e costruzione finale. Il modello informativo non è semplicemente uno strumento di coordinamento, ma una vera infrastruttura cognitiva del progetto, capace di garantire continuità tra ideazione, sviluppo e realizzazione.

Foster + Partners
Beyond the model: BIM as a Philosophy to develop a Sustainable Design Thinking

Il contributo propone una lettura del BIM come filosofia progettuale. Particolare attenzione viene data all’integrazione multidisciplinare e allo sviluppo di processi digitali orientati alla sostenibilità, con riferimento alla riduzione delle emissioni di CO₂ e all’uso del BIM come strumento decisionale per strategie ambientali più consapevoli.

Pininfarina Architecture
Vertical Complexity: Drawing the Sky, Defining the City

Il focus si concentra sugli edifici ad alta complessità verticale. Il BIM viene interpretato come sistema strategico di gestione dell’intero processo progettuale, in grado di integrare architettura, ingegneria e impianti in un unico ambiente coordinato. Particolare attenzione viene data al ruolo del BIM come strumento di governance progettuale e controllo della qualità.


LA RICERCA E LA NUOVA GENERAZIONE: NEXTGEN BIM AWARD 2025

Un momento centrale dell’evento sarà la presentazione del progetto vincitore del:

NextGen BIM Award 2025 (categoria Tesi di Laurea)

Il premio è stato assegnato alla tesi di Marco Culicigno dal titolo:

HBIM and Augmented Reality for the Management and Maintenance of Historic Buildings

Il lavoro propone l’integrazione tra HBIM e realtà aumentata per la gestione del patrimonio storico, trasformando il modello digitale in uno strumento operativo per manutenzione, diagnostica e valorizzazione.


IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

L’evento si articola in una sequenza strutturata di interventi e momenti di confronto:

Apertura e introduzione

Interventi di:

  • Giuseppe Antuono
  • Valeria Cera
  • Vittorio Andrea Sellaro

con il ruolo di introduzione scientifica e visione del format.

Saluti istituzionali

Intervengono rappresentanti dell’Università, dei Dipartimenti e degli Ordini professionali, tra cui:

  • Direzione DICEA
  • Vicedirezione DiARC
  • Ordine degli Ingegneri di Napoli
  • Ordine degli Architetti di Napoli e provincia

Keynote di apertura

  • Vittorio Andrea Sellaro
  • Valeria Cera

(Design as a Collective Act, Amplified by a Digital Ecosystem)

Interventi internazionali

  • Zaha Hadid Architects
  • Foster + Partners
  • Pininfarina Architecture

NextGen BIM Award (16:45)

Presentazione della tesi vincitrice della categoria Tesi di Laurea

Tavola rotonda e Q&A (17:00)

Modera Giuseppe Antuono con contributi di:

  • Ordine degli Ingegneri
  • Ordine degli Architetti

Conclusioni (17:40)

  • Domenico Asprone

Networking finale (17:50)

Momento di confronto con:

  • Associazione Lollo per la Sindrome di Brugada
  • Heart Napoli Run Club

UN EVENTO CHE SI ESTENDE OLTRE LA CONFERENZA

Il BIM (K)now! 2026 a Napoli non si limita alla giornata dell’8 maggio. Il giorno precedente, 7 maggio alle ore 19.00 presso il Bridge Brew Bar (via Bisignano 15, Napoli), è previsto un evento pubblico che coinvolge la città attraverso un’iniziativa condivisa con:

  • Heart Napoli Run Club
  • Associazione Lollo per la Sindrome di Brugada

Un momento che unisce cultura, sport, sensibilizzazione sanitaria e comunità, in continuità con la visione del format.

Un format consolidato che continua a evolversi
BIM (K)now! si conferma quindi come una piattaforma culturale strutturata, attiva da anni e riconosciuta nel panorama della ricerca e della divulgazione sul BIM.
Un format che non si limita a raccontare il cambiamento, ma che lo osserva mentre accade, mettendo in relazione università, professione e industria del progetto. L’edizione 2026 rappresenta così un nuovo capitolo di un percorso già consolidato, in cui il BIM non è più solo un metodo, ma un modo di pensare il progetto contemporaneo come sistema culturale complesso, condiviso e in continua trasformazione.

I valori trasversali di BIM (K)now!: una costante che definisce il format
All’interno della sua evoluzione ormai pluriennale, BIM (K)now! non si è mai configurato come una semplice sequenza di conferenze, ma come un vero e proprio ecosistema culturale continuativo, in cui ogni appuntamento rappresenta un nodo di una rete più ampia di significati, relazioni e impatti territoriali. Un elemento distintivo del format è la presenza di valori trasversali che attraversano in modo coerente ogni edizione, indipendentemente dalla città o dal tema specifico affrontato. Si tratta di una costellazione di principi che definisce l’identità stessa del progetto:

  • salute
  • sport
  • letteratura
  • inclusione sociale
  • promozione della bellezza

Questi elementi non sono accessori narrativi, ma veri e propri pilastri culturali che attraversano con naturalezza ogni evento BIM (K)now!, contribuendo a definire una visione ampliata del progetto architettonico e del suo ruolo nella società. In particolare, il legame con la dimensione letteraria ha trovato una delle sue espressioni più significative proprio a Napoli, il 9 maggio 2025, quando Giulia Pentella tenne un intervento di grande intensità sulle Città Invisibili di Italo Calvino Le città invisibili, sottolineando il rapporto tra immaginazione, spazio urbano e costruzione narrativa della città contemporanea.

La Lollo Run e la costruzione di una rete tra università e comunità
All’interno di questa visione ampliata del progetto culturale, si inserisce anche la dimensione sociale e partecipativa che caratterizza il format. L’idea della Lollo Run nasce infatti con l’obiettivo di creare una connessione concreta tra:

  • università
  • città
  • comunità

attraverso un dialogo che integra salute, cultura, sport e responsabilità sociale. Non si tratta di un’iniziativa parallela o accessoria, ma di una componente pienamente coerente con la filosofia del format, che considera il progetto culturale come qualcosa che deve necessariamente generare impatto reale sui territori in cui si attiva. In questa prospettiva, BIM (K)now! va oltre la dimensione della conferenza tradizionale. Si configura come uno spazio generativo di connessioni, capace di attivare relazioni tra mondi diversi e di trasformare la divulgazione scientifica in uno strumento di costruzione di valore condiviso.

Inclusione sociale come parte del progetto culturale
Un aspetto fondamentale dell’edizione 2026 è proprio la volontà di rendere l’inclusione sociale una componente strutturale del progetto culturale, e non un elemento esterno o simbolico.
Questa visione trova una delle sue espressioni concrete anche nell’organizzazione dell’evento dell’8 maggio, in particolare nel momento del coffee break, che sarà curato dalla Cooperativa Lazzarelle:una realtà nata nel 2010 a Pozzuoli, impegnata nella torrefazione artigianale del caffè all’interno del carcere femminile, attraverso il lavoro delle donne detenute. La presenza della Cooperativa Lazzarelle non è casuale, ma rappresenta una scelta coerente con l’idea che la cultura e la divulgazione scientifica possano diventare vettori concreti di trasformazione sociale, capaci di contribuire alla costruzione di un valore condiviso e di una responsabilità collettiva.

Una visione allargata del progetto: cultura come infrastruttura sociale
In questa prospettiva, BIM (K)now! si conferma come un format che supera la semplice dimensione convegnistica per diventare una infrastruttura culturale attiva, in grado di generare impatto nei contesti in cui si inserisce. Ogni evento non è solo un momento di confronto scientifico, ma un’occasione per attivare relazioni tra discipline, istituzioni, comunità locali e realtà sociali, costruendo una rete che si estende ben oltre il tempo della conferenza.
È proprio in questa capacità di connessione che si riconosce uno degli elementi più distintivi del progetto: la volontà di fare della cultura progettuale uno strumento di trasformazione reale, capace di incidere non solo sul pensiero, ma anche sulle pratiche sociali e territoriali.

Altre news