Tutto quello che c’è da sapere sul BIM nella Pubblica Amministrazione

Il BIM nella Pubblica Amministrazione è ormai un dato di fatto. Nel 2025 è prevista infatti l’ultima scadenza relativa all’obbligatorietà del BIM nella PA e il settore pubblico si sta impegnando sempre di più per integrare questa nuova metodologia all’interno dei suoi processi.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul BIM nella PA, dallo stato della digitalizzazione del settore fino ai vantaggi per le aziende manifatturiere.  

Le normative che regolano in BIM nella PA

A regolare l’adozione del BIM nella PA ci pensano il Decreto BIM (DM 560/2017, modificato attraverso il DM 312/2021) che sancisce l’obbligo della metodologia BIM per quasi tutte le opere pubbliche, e le linee guida ANAC e il Codice Appalti (d.lgs. 36/2023), dedicati alle procedure e all’operatività del BIM per la digitalizzazione dei progetti pubblici.

In particolare, queste normative:

  • Hanno fatto entrare in vigore le norme per la digitalizzazione degli appalti e l’uso del BIM a partire da gennaio 2024;
  • Stabiliscono la necessità di adottare l’atto organizzativo BIM, un documento fondamentale senza il quale non è possibile utilizzare metodologia e strumenti BIM nella Pubblica Amministrazione;
  • Definiscono la presenza di un ufficio BIM, necessario per il coordinamento del lavoro di tutte le figure coinvolte nel BIM;
  • Fissano l’ultima scadenza per adottare il BIM nelle opere pubbliche per gennaio 2025, con l’obbligo di utilizzo del BIM con un importo a base di gara di oltre 1 milione di euro.

A che punto è la digitalizzazione del BIM nella Pubblica Amministrazione

Secondo il report AssoBIM e OICE del 2022, il BIM in Italia è in crescita. Questo dato è confermato anche dal report OICE del 2023, secondo cui nel 2023, nonostante il calo del numero dei bandi, la percentuale di bandi di gara che richiedono il BIM ha raggiunto il 32.6% del totale delle procedure, rispetto al 13.7% del 2022.

Per la Pubblica Amministrazione il 2024 segna un punto di svolta, ma la strada verso una completa adozione del BIM è ancora lunga. Sono infatti necessari maggiori investimenti nel BIM, così come delle linee guida per accelerarne l’adozione.

Fare formazione sul BIM nella Pubblica Amministrazione

Le normative però non bastano per digitalizzare i processi della PA. Serve un progetto di formazione, confermato anche dal Codice Appalti, che oltre a sancire l’obbligatorietà del BIM, ha stabilito un insieme di requisiti obbligatori per le figure coinvolte, che comprende anche la formazione.

La Pubblica Amministrazione deve quindi fare formazione per rimanere aggiornata su ogni aspetto del BIM, in particolare:

  • Ruoli delle figure coinvolte;
  • Strumenti da utilizzare;
  • Gestione e analisi dei dati;
  • Attività di verifica dei processi.

La formazione deve essere erogata attraverso diversi canali, come le associazioni, le aziende che si occupano del BIM, le università e gli enti di formazione, e i piani formativi devono essere adattati alle singole organizzazioni, per garantire le competenze adeguate a ogni figura coinvolta.

Perché l’adozione del BIM nella PA è importante anche per le aziende manifatturiere

L’adozione del BIM nella Pubblica Amministrazione è una grande innovazione, non solo per il settore pubblico. I vantaggi sono molteplici anche per le aziende manifatturiere che hanno digitalizzato i propri cataloghi.

A queste aziende, infatti, verranno richiesti gli oggetti BIM per realizzare i progetti della Pubblica amministrazione, aprendo di fatto le porte per i capitolati più importanti del settore pubblico e privato.

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