Architettura, dati e coscienza progettuale: con BIM (K)now! il BIM smette di essere (solo) metodo e diventa visione

A guardarla da fuori, potrebbe sembrare una delle tante conferenze dedicate all’innovazione digitale nel costruito. In realtà, l’appuntamento “BIM (K)now! – BIM Paradigms: Architecture as a Living System”, ospitato all’Università di Pavia, ha messo in scena qualcosa di più profondo: una ridefinizione del ruolo stesso dell’architetto, sospeso tra tecnologia, responsabilità culturale e capacità critica.Il tutto esaurito registrato dall’iniziativa non è stato solo un dato organizzativo, ma il segnale di un interesse crescente verso una trasformazione che riguarda l’intero settore. Qui il BIM non è stato raccontato come semplice strumento operativo, bensì come infrastruttura concettuale capace di collegare discipline, attori e fasi del progetto in un unico flusso continuo.Non a caso, il punto di partenza non è stato tecnico. Vittorio Andrea Sellaro, ideatore dell’evento, ha scelto un ingresso quasi filosofico, mettendo al centro il disorientamento che molti professionisti vivono di fronte alla velocità del cambiamento, oggi amplificata dall’intelligenza artificiale. In questo contesto, la “bussola interiore” (evocata attraverso un dialogo tra Renzo Piano e Alessandro Baricco) diventa una metafora operativa: non un rifugio, ma uno strumento per prendere decisioni anche rischiose, mantenendo una coerenza qualitativa che va oltre la pura esecuzione.Questa idea si riflette direttamente nella definizione di architettura proposta durante la giornata: non più oggetto statico, ma sistema vivente. Il dato, in questa prospettiva, assume il ruolo di DNA del progetto, una matrice informativa che accompagna l’edificio dalla nascita alla gestione. È una visione che impone un cambio di scala mentale, come ha evidenziato Alessandro Greco raccontando la complessità del patrimonio dell’Università di Pavia: oltre 255.000 metri quadrati distribuiti in 55 edifici, tra chiostri storici (come quello di San Felice) e laboratori di frontiera per la ricerca chimica e farmaceutica.La digitalizzazione diventa un linguaggio comune capace di tenere insieme conservazione e innovazione.Se il quadro teorico ha definito le coordinate, i casi studio hanno mostrato cosa significa operare davvero in questa direzione. Il racconto della Elbphilharmonie di Amburgo, portato da Giovanni Guccini, professionista del blasonato studio internazionale Herzog & de Meuron, ha restituito tutta la tensione tra intuizione progettuale e realizzazione concreta. Diciassette anni di sviluppo, un progetto segnato da critiche e costi crescenti, e una complessità tecnica che ha richiesto un controllo minuzioso di ogni componente: è qui che entra in gioco l’Ausführungsplanung tedesco, dove ogni elemento viene definito “fino all’ultima vite”. In questo scenario, il BIM ha funzionato come strumento di coordinamento per oltre 175 professionisti, ma anche come difesa del progetto stesso, capace di renderne leggibile e sostenibile l’evoluzione.Su un altro fronte si colloca l’esperienza di uno dei più importanti studi al mondo, BIG, raccontata attraverso Cristina Greco e Preety Anand, che ha mostrato come il BIM possa agire già nelle fasi più precoci del concept, integrandosi con il computational design e le analisi LCA. Il progetto del Dock A dell’aeroporto di Zurigo – una grande infrastruttura realizzata quasi interamente in legno – è emblematico: 1.700 elementi tutti diversi tra loro, gestiti attraverso logiche parametriche e strumenti sviluppati ad hoc come il Pro Big Ribbon per Revit. In questo caso, il dato non serve solo a coordinare, ma a prevedere: l’edificio viene progettato con uno sguardo che abbraccia i prossimi 30-50 anni, anticipandone comportamento e prestazioni.Ancora diversa è la prospettiva proposta da Lombardini 22, che ha spostato l’attenzione sul rapporto tra informazione e realtà fisica. La progettazione diventa un processo “multiautoriale”, dove discipline diverse si intrecciano secondo logiche di design thinking. Tecnologie come droni, LiDAR e GeoRadar permettono di acquisire una conoscenza estremamente precisa dell’esistente, quasi come una diagnosi medica. Su questa base si innesta l’uso della Generative AI, attraverso piattaforme interne come “Nilo AI”, in grado di produrre rapidamente scenari progettuali, immagini e modelli tridimensionali. Parallelamente, la realtà aumentata porta il modello direttamente in cantiere, consentendo verifiche immediate e riducendo il rischio di errore prima che si trasformi in problema.Il tema della gestione nel tempo è stato invece approfondito attraverso l’esperienza dell’Università di Torino presentata da Lavinia Chiara Tagliabue. Qui il Digital Twin assume una dimensione operativa avanzata: non solo rappresentazione digitale, ma sistema integrato che utilizza Knowledge Graphs, GeoAI e sensori IoT per monitorare condizioni ambientali e utilizzo degli spazi. Nel Campus Einaudi, ad esempio, parametri come temperatura, CO₂ e umidità vengono controllati in tempo reale per migliorare il comfort e, di conseguenza, le performance cognitive degli studenti. Il caso del museo MACA aggiunge un ulteriore livello, introducendo un’interfaccia conversazionale che rende l’edificio accessibile anche come strumento educativo.A emergere, lungo tutto il percorso della giornata, è stata una ridefinizione delle competenze richieste ai professionisti. La padronanza di software, scripting e computational design è ormai considerata imprescindibile, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera. Tuttavia, queste competenze tecniche devono convivere con capacità relazionali, apertura interdisciplinare e disponibilità a sperimentare, accettando l’errore come parte integrante del processo.Interessante, in questo senso, anche il tema della cosiddetta “democratizzazione” del BIM. Non più prerogativa dei grandi progetti o delle grandi firme, ma strumento applicabile a qualsiasi scala. L’aneddoto raccontato da Guccini (la progettazione di una piccola gelateria di 45 metri quadrati interamente in BIM) diventa emblematico: non una scelta da “vendere” al cliente, ma un vantaggio operativo per il progettista, capace di migliorare precisione ed efficienza.Il filo rosso che lega tutti gli interventi porta verso una conclusione condivisa: il BIM, ormai pienamente diffuso, non rappresenta più il traguardo. La sfida si sta spostando oltre, verso l’integrazione con l’intelligenza artificiale e verso una gestione sempre più fluida e trasparente dell’informazione. In questo scenario, lo stesso acronimo potrebbe perdere centralità, assorbito in un sistema più ampio e meno etichettabile.Ciò che resta, invece, è il ruolo dell’architetto, destinato a trasformarsi in un “progettista aumentato”: una figura capace di navigare tra dati complessi, tecnologie emergenti e pressioni esterne, mantenendo una direzione chiara. Una direzione che, come ricordato all’inizio della giornata, non può che essere guidata da quella bussola interiore che orienta verso la qualità, la responsabilità e, soprattutto, verso le persone che vivono gli spazi progettati.
ESG: il dato è la vera infrastruttura della sostenibilità

Negli ultimi anni il termine ESG è entrato con decisione nel settore delle costruzioni. Environmental, Social, Governance non è più soltanto un framework di rendicontazione per grandi aziende, ma un criterio che incide concretamente sul modo in cui edifici e infrastrutture vengono progettati, realizzati e gestiti. Parlare di ESG in edilizia senza considerare il ciclo di vita dell’edificio, però, significa affrontare solo una parte del problema. La sostenibilità non si esaurisce nella scelta dei materiali o nell’efficienza energetica in fase di esercizio. Riguarda l’intero percorso dell’opera: dalla progettazione alla costruzione, dall’uso alla manutenzione, fino alla dismissione ed è proprio in questa visione estesa che il dato digitale assume un ruolo centrale. ESG non è solo energia Quando si parla di “E” (Environmental), il pensiero corre immediatamente ai consumi energetici, alle emissioni e alle certificazioni ambientali. In realtà, l’impatto ambientale di un edificio si distribuisce lungo tutto il suo ciclo di vita. Senza una visione integrata, la sostenibilità rischia di ridursi a una somma di interventi puntuali, privi di continuità. È in questo scenario che il BIM, come metodo di gestione informativa, diventa uno strumento strategico. Un edificio non è un evento isolato, ma un processo che si sviluppa lungo decenni Progettare secondo una logica di ciclo di vita significa valutare le performance nel tempo, considerare la manutenibilità, prevedere l’adattabilità futura e analizzare costi e impatti complessivi, anche attraverso strumenti come il Life Cycle Costing (LCC). Un approccio di questo tipo richiede dati strutturati, coerenti e aggiornabili. Non è sufficiente un modello geometrico, serve un modello informativo capace di accompagnare l’edificio in tutte le sue fasi. Il BIM consente di raccogliere, organizzare e aggiornare informazioni tecniche, prestazionali e manutentive, creando una base solida su cui fondare valutazioni ESG realmente consapevoli. La “E” di Environmental, misurare per migliorare Ogni analisi ambientale presuppone misurabilità. Calcolare il carbon footprint di un edificio, stimare le emissioni incorporate (embodied carbon) o valutare l’impatto dei materiali richiede dati affidabili e coerenti. Senza qualità informativa, la sostenibilità resta una dichiarazione d’intenti. Un modello BIM ben strutturato permette di associare dati ambientali ai componenti edilizi, simulare scenari alternativi, confrontare soluzioni in termini di impatto e supportare percorsi di certificazione. La differenza è sostanziale, con una base informativa solida, la sostenibilità diventa verificabile e misurabile nel tempo. La “S” di Social, qualità degli spazi e sicurezza La dimensione sociale è spesso meno evidente nel dibattito tecnico, ma altrettanto rilevante. Riguarda sicurezza, accessibilità, qualità degli ambienti interni e benessere degli utenti. Progettare con una visione orientata al ciclo di vita significa garantire che l’edificio rimanga funzionale, sicuro e adattabile nel tempo. Il modello informativo può integrare dati relativi ai requisiti di accessibilità, alle condizioni di sicurezza, ai piani di manutenzione e alla gestione degli spazi. La “G” di Governance, trasparenza e tracciabilità La governance è il ponte tra sostenibilità e gestione. In un contesto sempre più regolato e attento alla rendicontazione, la tracciabilità delle decisioni diventa cruciale. Chi ha deciso cosa? Con quali dati? Con quali revisioni? Un processo BIM strutturato, allineato agli standard normativi, garantisce: Uno degli errori più frequenti è limitare l’utilizzo del modello BIM alla fase di progettazione Se il modello non viene pensato fin dall’inizio come strumento per la gestione e manutenzione, si perde gran parte del suo potenziale. Integrare informazioni manutentive, schede tecniche, piani di intervento e dati prestazionali significa trasformare il modello in un supporto operativo per il facility management. In questo modo, il BIM diventa l’infrastruttura digitale che sostiene la strategia ESG lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio. ESG e ciclo di vita dell’edificio non sono temi separati Ormai è chiaro, la sostenibilità richiede visione sistemica e la visione sistemica richiede dati affidabili, processi strutturati e governance chiara. Il BIM non è la soluzione automatica alla sostenibilità, ma sicuramente uno strumento che rende possibile misurare, controllare e migliorare le performance nel tempo. Senza dato strutturato non c’è misurazione.Senza misurazione non c’è miglioramento. Il vero cambio di paradigma non è dunque tecnologico, ma proprio culturale: progettare e gestire edifici come sistemi informativi evolutivi, capaci di accompagnare l’opera lungo tutto il suo ciclo di vita. In questo scenario, il BIM rappresenta la base digitale su cui costruire strategie ESG credibili, misurabili e durature. Se stai sviluppando progetti orientati alla sostenibilità o vuoi integrare la dimensione ESG nei tuoi processi BIM, è il momento di strutturare il dato come parte integrante della strategia. Contattaci e continua a seguirci: su SkeinBIM trovi strumenti e risorse per costruire un approccio BIM davvero efficace.
BIMeet al fianco di BIM (K)now! per “BIM PARADIGMS: Architecture as a Living System”

Il 31 marzo a Pavia un pomeriggio di confronto tra ricerca, professione e innovazione nel mondo AEC. Se ti interessano davvero il futuro del BIM (quello concreto, non solo teorico), segnati questa data: 31 marzo 2026. L’Università degli Studi di Pavia ospita il seminario di ricerca“BIM PARADIGMS: Architecture as a Living System”, primo appuntamento del ciclo BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures Pavia 2026, ideato e coordinato da Vittorio Andrea Sellaro, responsabile del Laboratorio BIM presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura. 📍 Dove: Nuovo Polo Didattico di Ingegneria – Aula 1 (via Ferrata 5, Pavia)🕒 Quando: martedì 31 marzo, dalle 14:00 alle 18:00 Un BIM che cambia il modo di pensare l’architettura Oggi il BIM non è più solo un processo: è un vero e proprio linguaggio.Un linguaggio che sta ridefinendo il modo in cui pensiamo, progettiamo e gestiamo l’architettura. L’idea al centro del seminario è potente:👉 considerare l’architettura come un sistema vivo, dinamico e interconnesso. In questo scenario, modelli informativi, dati e processi digitali diventano parte attiva del progetto. Non solo rappresentano, ma guidano decisioni e strategie lungo tutto il ciclo di vita dell’opera. Il seminario nasce proprio come spazio di confronto su questi temi, mettendo insieme accademia, professionisti e industria. Ospiti e visioni internazionali Sul palco ci saranno ospiti provenienti da alcune delle realtà più influenti del panorama AEC globale, tra cui: A dare voce al dibattito saranno i seguenti ospiti: Giovanni Guccini, Cristina Greco, Preety Anand, Paolo Citelli, Marco Angelosanti, Marco Scala Un mix interessante tra esperienze consolidate e sperimentazioni emergenti, con casi studio e visioni che aiutano davvero a capire dove sta andando il settore. Il programma Un pomeriggio strutturato ma con spazio anche al confronto diretto: Un progetto più grande: BIM (K)now! + ARCH (K)now! L’evento fa parte di un percorso più ampio: il ciclo BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures 2026. Un’iniziativa che negli anni si è affermata come spazio autorevole di confronto tra: Dopo il kick-off al Politecnico di Torino, il ciclo prosegue in diverse sedi italiane, con Pavia come una delle tappe centrali. I temi? Quelli che contano davvero oggi: Non come buzzword, ma come leve concrete per trasformare il settore AEC. Più di un evento: un ecosistema Le Lectures non sono semplici seminari.Sono momenti in cui ricerca, impresa e formazione si incontrano davvero. Un contesto aperto a: Dove il progetto diventa occasione di dialogo e responsabilità condivisa. Chi c’è dietro Le Lectures di Pavia sono realizzate con la Direzione Artistica e Scientifica di Vittorio Andrea Sellaro ed il contributo Scientifico del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (guidato dal Prof. Andrea Penna); sono inoltre inserite anche quest’anno nella cornice del Progetto Dorian. Il Comitato Scientifico del 31.03.2026 è composto dai Docenti: Vittorio Andrea Sellaro, Andrea Penna, Francesca Picchio, Alessandro Greco. La Struttura Collaborativa del 31.03.2026 è formata dagli Studenti: Mattia Lamberti, Luca Gandini, Andrea Dutto, Valeria Maria Ranieri, Simone Mario Gulletta. L’iniziativa è supportata da BIMeet – Media Partner – e da una rete ampia di enti e organizzazioni del settore, tra cui: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pavia, OSA Office for Sustainable Actions – Università di Pavia, C.R.O.I.L., Ance Pavia, Istituto Italiano di Cultura BIM e Organizzazione d’Impresa, SDSN Italia, ICMQ, ProViaggiArchitettura, ASSOBIM, IBIMI buildingSMART Italia, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano, IUSS – Scuola Universitaria Superiore Pavia, EUCENTRE, Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Pavia, Raices Crescere Insieme, Running Club Pavia, BIMportale, EdilTecnico, INFOBUILD | INFOBUILDENERGIA. Info utili 👉 Iscrizioni: https://lnkd.in/d8V6V2mj 🎓 Crediti formativi professionali (CFP): Se ti interessa capire davvero dove sta andando il BIM (e con chi), questo è uno di quegli appuntamenti che vale la pena non saltare.
BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures Pavia 2026: piattaforme culturali per l’Architettura e l’Innovazione del settore AEC

Cosa sta cambiando davvero nel BIM e nell’architettura?E soprattutto: come si traduce tutto questo nella pratica, oggi? Il ciclo BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures 2026 nasce proprio per rispondere a queste domande, portando a Pavia una serie di eventi e seminari di ricerca dedicati all’innovazione nel settore AEC. Ideati e coordinati da Vittorio Andrea Sellaro (Titolare del Laboratorio BIM presso il DICAr – Università di Pavia), questi format negli anni si sono affermati come spazi di confronto reali tra accademia, professionisti e istituzioni. Dopo il kick-off al Politecnico di Torino, il ciclo prosegue in diverse città italiane, con Pavia come una delle tappe centrali del 2026. Due format, due prospettive (ma un’unica direzione) BIM (K)now!, attivo dal 2020, è diventato un punto di riferimento per chi vuole approfondire: Nel 2024 nasce ARCH (K)now!, che amplia il focus e porta nel dibattito anche una dimensione più ampia e critica dell’architettura: In breve: non solo strumenti e processi, ma anche significato e impatto del progetto. BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures Pavia 2026 Con l’alto patrocinio dell’Università degli Studi di Pavia, il ciclo torna con una serie di eventi a Pavia nel 2026 dedicati alla trasformazione digitale del settore AEC, esplorando il ruolo strategico di Sostenibilità, BIM, Intelligenza Artificiale e Digital Twin per l’innovazione dei modelli progettuali, la sostenibilità del costruito e l’evoluzione dei processi decisionali. Le Lectures sono realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università degli Studi di Pavia, guidato dal Prof. Andrea Penna, e sono inserite all’interno del Progetto Dorian. Gli appuntamenti in programma per il 2026 a Pavia: Non solo formazione: confronto vero sul futuro del settore Non stiamo parlando di semplici momenti di aggiornamento tecnico, ma di momenti di riflessione collettiva sui mutamenti culturali, professionali e tecnologici che stanno ridefinendo il settore AEC, in cui si intrecciano: I temi affrontati toccano tutto quello che oggi sta trasformando il settore AEC: Il valore sta proprio nell’equilibrio: approccio tecnico + visione culturale, senza diventare né troppo specialistici né troppo superficiali. Una community ampia (ed è proprio questo il bello) Agli eventi partecipano: Una platea volutamente eterogenea, perché la vera sfida oggi è costruire un linguaggio comune tra competenze diverse. Più di eventi: un ecosistema culturale Nel tempo, BIM (K)now! e ARCH (K)now! sono diventati qualcosa di più di un ciclo di incontri. Sono veri e propri ecosistemi culturali, dove il progetto si intreccia con ambiti solo apparentemente distanti (dalla salute allo sport, dalla letteratura alla promozione della ‘bellezza’) riconosciuti come fattori decisivi per una progettazione più consapevole e responsabile. Qui ricerca, impresa e formazione si incontrano davvero, e la “rete” diventa una responsabilità condivisa. Chi supporta il progetto L’iniziativa è supportata da BIMeet – Media Partner – e da una rete ampia di enti e organizzazioni del settore, tra cui: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pavia, OSA Office for Sustainable Actions – Università di Pavia, C.R.O.I.L., Ance Pavia, Istituto Italiano di Cultura BIM e Organizzazione d’Impresa, SDSN Italia, ICMQ, ProViaggiArchitettura, ASSOBIM, IBIMI buildingSMART Italia, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano, IUSS – Scuola Universitaria Superiore Pavia, EUCENTRE, Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Pavia, Raices Crescere Insieme, Running Club Pavia, BIMportale, EdilTecnico, INFOBUILD | INFOBUILDENERGIA. 👉 Clicca qui e compila il form per partecipare alla prima conferenza del 31.02.2026
Modellazione BIM per complesso industriale

SERVIZI FORNITI Rilievo con laser scanner statico Rilievo aereo con drone (fotogrammetria) Integrazione e gestione della nuvola di punti Restituzione BIM dello stato di fatto Inserimento di parametri informativi nel modello Controllo qualità e validazione modello LUOGO Friuli (IT) SETTORE Industriale SUPERFICIE Circa 30.000 m² Per un polo industriale in Friuli, con una superficie superiore a 30.000 m², SkeinBIM ha realizzato un intervento di rilievo digitale integrato a supporto di un progetto di ristrutturazione interna. L’attività si è sviluppata attraverso una campagna di rilievo strutturata e multidisciplinare che ha combinato diverse tecnologie: Laser scanner statico, per acquisire con elevata precisione le geometrie interne ed esterne dell’edificio, garantendo affidabilità metrica e completezza del dato. Rilievo aereo tramite drone, utilizzato per la raccolta di dati fotogrammetrici relativi al contesto e alle coperture, successivamente integrati con la nuvola di punti terrestre; Restituzione BIM dello stato di fatto, con modellazione dettagliata di strutture e spazi esistenti, creando una base digitale solida per le successive attività di progettazione; Implementazione dei parametri informativi, finalizzata ad arricchire il modello con dati tecnici utili alle fasi progettuali e gestionali; Verifica e controllo qualità, attraverso il confronto puntuale tra nuvola di punti e modello BIM, per assicurare coerenza e accuratezza. L’integrazione tra rilievo terrestre e rilievo aereo ha permesso di sviluppare un modello digitale completo, coerente e affidabile, capace di supportare in modo strutturato le successive fasi di progettazione e realizzazione degli interventi. Questo intervento evidenzia come l’applicazione della metodologia BIM al rilievo dello stato di fatto costituisca un elemento strategico nei contesti industriali complessi, dove precisione, coordinamento dei dati e solidità informativa sono determinanti per la qualità del progetto. Altri progetti Vedi tutti
Modellazione BIM per polo logistico industriale

SERVIZI FORNITI Modellazione BIM architettonica in Revit Modellazione BIM strutturale in Revit Coordinamento interdisciplinare in Navisworks Attività di clash detection e validazione dei modelli Produzione di elaborati costruttivi e quantità a supporto del cantiere LUOGO Piemonete (IT) SETTORE Industriale SUPERFICIE Circa 60.000 m² 60.000 m² di superfici produttive da documentare con precisione e trasformare in una base digitale affidabile per un intervento di ristrutturazione interna. Per un importante stabilimento industriale in Piemonte, SkeinBIM ha sviluppato un’attività di rilievo digitale integrato finalizzata alla creazione del modello BIM dello stato di fatto, elemento centrale per supportare le successive fasi progettuali. L’intervento ha combinato tecnologie differenti per garantire completezza e accuratezza del dato. In particolare: Modellazione architettonica e strutturale in Revit, con creazione dei modelli BIM delle strutture portanti e delle componenti architettoniche, sviluppati con un livello di dettaglio adeguato alla fase esecutiva; Coordinamento interdisciplinare in Navisworks, attraverso attività di clash detection e validazione dei modelli, finalizzate alla riduzione delle interferenze e al miglioramento della coerenza tra le discipline; Produzione dei costruttivi, con estrazione di elaborati tecnici e quantità direttamente dal modello BIM, a supporto del cantiere e delle attività operative. Grazie a un flusso digitale integrato e alla competenza del team di modellatori BIM, è stato possibile sviluppare un modello accurato e informativamente strutturato, pensato non solo come strumento progettuale, ma come supporto operativo alla fase realizzativa. L’intervento conferma come l’utilizzo combinato di Revit e Navisworks trasformi la progettazione in uno strumento concreto di controllo e coordinamento, migliorando qualità, tempi e affidabilità nei grandi progetti di logistica industriale. Altri progetti Vedi tutti
Normative UNI e ISO: perché sono la base di un BIM davvero efficace

Nel dibattito sul BIM si parla spesso di software, modellazione, interoperabilità e obblighi normativi. Molto meno, invece, si affronta in modo consapevole il tema delle norme tecniche che regolano il metodo. Eppure, è proprio lì che si trova la struttura portante del processo. Mettere il fucus sulle normative UNI 11337 e ISO 19650 non è un esercizio formale o un richiamo burocratico da inserire in un capitolato per mettersi al riparo, è un passaggio fondamentale per dare solidità, coerenza e maturità al processo BIM. Il rischio, oggi, è infatti applicare il BIM in modo operativo ma non strutturato: modelli prodotti correttamente dal punto di vista geometrico, ma inseriti in un processo informativo fragile, poco tracciabile o non allineato agli standard. In questi casi, il BIM funziona a metà e quando funziona a metà, genera inefficienze. La norma come struttura del metodo Il BIM non è semplicemente modellazione tridimensionale. È un metodo di gestione informativa che coinvolge ruoli, responsabilità, flussi documentali e modalità di scambio dei dati. La serie UNI 11337, sviluppata nel contesto italiano, e la ISO 19650, di respiro internazionale, definiscono i principi attraverso cui l’informazione deve essere prodotta, organizzata, condivisa e archiviata lungo tutto il ciclo di vita dell’opera. Non si tratta solo di cosa produrre, ma di come farlo. Le norme rispondono a queste domande, trasformando il BIM da pratica operativa a sistema strutturato. Dal riferimento teorico all’applicazione concreta Uno degli errori più comuni è considerare le normative come un riferimento teorico, da citare nei documenti senza tradurlo in pratica. È frequente trovare Capitolati Informativi che richiamano la UNI 11337 o la ISO 19650, ma che poi non si riflettono in BEP coerenti o in un CDE realmente organizzato secondo criteri normativi. Riprendere le norme significa, invece, compiere un lavoro più profondo: Solo così la burocrazia smette di essere un richiamo formale e diventa una guida operativa. Soprattutto, con l’introduzione dell’obbligatorietà del BIM negli appalti pubblici sopra determinate soglie, il tema normativo ha assunto un peso ancora maggiore. Non è più solo una scelta strategica delle organizzazioni più strutturate: è un requisito. L’obbligo non riguarda il modello in sé, riguarda il metodo e il metodo è definito dalle norme. Applicare il BIM senza un reale allineamento alla UNI 11337 e alla ISO 19650 significa esporsi a criticità che possono emergere in fase di gara, in fase esecutiva o, nei casi peggiori, in fase di contenzioso. La qualità del dato come obiettivo centrale Uno degli aspetti più rilevanti delle normative UNI e ISO è l’attenzione alla qualità dell’informazione. Il BIM è, prima di tutto, gestione del dato e il dato, per essere utile, deve essere: Le norme forniscono il quadro metodologico per garantire queste caratteristiche. Riprenderle significa investire sulla qualità informativa, che non è un elemento accessorio ma il cuore del processo digitale. Senza qualità del dato, anche il modello più dettagliato perde valore. C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: la norma contribuisce a costruire una cultura organizzativa condivisa Quando ruoli, responsabilità e flussi sono definiti secondo standard comuni, l’organizzazione diventa più consapevole. Le decisioni non dipendono da prassi informali o da interpretazioni soggettive, ma si inseriscono in un quadro riconosciuto. Riflettere e lavorare tenendo conto delle normative significa anche lavorare sulla maturità dell’organizzazione e passare da un BIM di progetto a un BIM di sistema. Il vero valore delle normative UNI e ISO emerge quindi quando si supera la logica dell’adempimento Non si tratta di rispettare una prescrizione. Si tratta di utilizzare uno strumento che rende il processo più solido, verificabile e trasparente. In un contesto in cui i progetti sono sempre più complessi e interdisciplinari, la chiarezza metodologica diventa un fattore strategico. Le norme non rallentano il processo: lo stabilizzano, rappresentano la struttura che lo sostiene, la cornice che garantisce coerenza e la base su cui costruire un sistema informativo efficace. Il BIM funziona davvero quando è governato e le normative sono lo strumento attraverso cui questa governance prende forma. Se stai rivedendo i tuoi processi BIM o vuoi verificarne l’allineamento agli standard UNI e ISO, è il momento giusto per fare un passo indietro e ripartire dalle fondamenta.
BIMeet al fianco di BIM (K)now! per “BIM SYNTAX: Law, Design and Public Governance” – 30 gennaio, Torino

Torino inaugura il 2026 di BIM (K)now!, ospitando il Kick-Off del nuovo ciclo di conferenze e confermandosi come uno dei contesti più dinamici a livello nazionale per l’innovazione digitale nel costruire. Con BIM SYNTAX: Law, Design and Public Governance, la città diventa il punto di partenza di un percorso pensato per crescere, evolvere e diffondersi sul territorio. La conferenza, ideata da Vittorio Andrea Sellaro [BIM (K)now!] e organizzata in sinergia con la Commissione BIM dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, con il contributo delle Commissioni BIM di Torino, Pavia, Roma, Bologna e del Comitato BIM 2025 Sicilia, segna l’avvio di un progetto nazionale strutturato e replicabile. Un primo passo concreto verso una visione condivisa del BIM in Italia, capace di mettere in dialogo competenze tecniche, aspetti giuridici e governance pubblica. In questo scenario, BIM (K)now! svolge il ruolo di collante e motore dell’iniziativa: un punto di convergenza tra le Commissioni BIM di diversi Ordini degli Ingegneri, pensato per favorire un confronto continuo tra professionisti, pubbliche amministrazioni e mondo accademico. L’obiettivo è chiaro: strutturare, a partire da Torino, un percorso stabile, riconoscibile e aperto, capace di essere ospitato anche in altre città, mantenendo una struttura collaborativa condivisa e una guida scientifica unitaria. Il percorso è aperto e inclusivo. Nel tempo, potranno affiancarsi anche altri Ordini professionali, contribuendo con nuove esperienze e punti di vista a una rete nazionale in costante crescita. Un dialogo che si amplia, appuntamento dopo appuntamento, per rafforzare una comunità BIM sempre più connessa e consapevole. Il calendario BIM (K)now! 2026 è già in costruzione, con incontri distribuiti durante l’anno e una programmazione particolarmente intensa in primavera. Tra questi, l’11 giugno a Pavia si terrà il prossimo appuntamento di questa specifica tipologia, caratterizzato dal coinvolgimento congiunto dei Comitati e delle Commissioni BIM degli Ordini Professionali a livello nazionale. È su questa tappa che si vuole richiamare in modo particolare l’attenzione di Comitati e Ordini di tutta Italia, come momento chiave di confronto e partecipazione. Programma | Torino, 30 gennaio 2026 [14:00 – 18:30] Short bio ospiti 🎙️Ing. Marco Lotti | 4DaysIngegnere gestionale, da oltre dieci anni impegnato nella consulenza di direzione e innovazione. Dopo ruoli direttivi in gruppi aziendali, dal 2009 intraprende la libera professione come partner e consulente direzionale presso Eupragma. Nel 2021 fonda 4Days, società di consulenza direzionale negli ambiti manageriali e tecnologici legati al BIM Management. Creatore della piattaforma TRUSPACE, vincitore del BIM&DIGITAL AWARD 2023, categoria smart buildings. 🎙️Cristian Barutta | Studio VBSAvvocato del Foro di Venezia, esperto in appalti pubblici, contrattualistica e trattamento dati. Dal 2015 docente al Master “BIM MANAGER” Politecnico di Milano. Fondatore dello studio legale VBS e autore di articoli e pubblicazioni sul Legal BIM. 🎙️Andrea Versolato | Studio VBSAvvocato del Foro di Venezia, specializzato in appalti pubblici e Legal BIM. Docente dal 2015 al Master “BIM MANAGER” Politecnico di Milano e al Master BIM Università di Firenze. Coautore di manuali e articoli su BIM e contrattualistica, fondatore dello studio legale VBS. 🎙️Angelo Rota | AR’Legally Studio LegaleAvvocato cassazionista, oltre vent’anni di esperienza nel Construction law, appalti pubblici e privati, urbanistica ed edilizia. Esperto in Legal & Contract BIM e docenza universitaria, membro del Comitato Scientifico IBIMI Italia e del Gruppo di Lavoro Intelligenza Artificiale Applicata al BIM. Informazioni pratiche
Impianto sportivo dedicato al tennis

SERVIZI FORNITI Modellazione BIM degli impianti MEP Supporto BIM al PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica) Strutturazione delle informazioni impiantistiche in ambiente BIM Supporto alla digitalizzazione dei processi progettuali Creazione di un modello informativo a supporto delle fasi successive di progetto LUOGO Puglia (IT) SETTORE Terziario SUPERFICIE Circa 10.000 m² Nell’ambito della progettazione di un centro sportivo dedicato al tennis, SkeinBIM ha svolto un’attività specifica di modellazione BIM degli impianti MEP a supporto del PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica).L’intervento è stato sviluppato come progetto autonomo, distinto da altri incarichi infrastrutturali, e inserito nel contesto delle opere previste in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026. L’attività ha avuto come obiettivi principali: la creazione di un modello informativo impiantistico strutturato il supporto alla progettazione preliminare attraverso processi digitali coerenti Il modello BIM è stato sviluppato: in ambiente BIM dedicato alla progettazione impiantistica con l’obiettivo di strutturare e organizzare le informazioni MEP come base informativa a supporto delle fasi successive di sviluppo del progetto Il team SkeinBIM ha operato occupandosi di: modellazione BIM degli impianti MEP del centro sportivo integrazione delle informazioni impiantistiche nel processo di progetto supporto alla digitalizzazione dei flussi informativi anche in ambito sportivo Grazie all’utilizzo della metodologia BIM applicata alla progettazione impiantistica, è stato possibile migliorare la qualità e la coerenza delle informazioni di progetto, supportare le decisioni progettuali nelle fasi preliminari e favorire l’adozione di processi digitali strutturati L’intervento dimostra come la modellazione BIM degli impianti MEP rappresenti uno strumento efficace anche nei progetti sportivi, contribuendo alla digitalizzazione dei processi e alla qualità della progettazione in contesti legati a eventi di rilevanza internazionale. Altri progetti Vedi tutti
Stazione ferroviaria in Sicilia

SERVIZI FORNITI Rilievo dello stato di fatto tramite laser scanner Gestione e utilizzo della nuvola di punti come base informativa Modellazione BIM architettonica dello stato esistente Modellazione BIM strutturale degli elementi portanti Modellazione BIM impiantistica (MEP) dei sistemi presenti Integrazione interdisciplinare dei modelli Creazione di un modello informativo affidabile a supporto delle fasi di progettazione e riqualificazione LUOGO Sicilia (IT) SETTORE Infrastrutture SUPERFICIE Circa 15.000 m² Per una stazione ferroviaria, nodo strategico della mobilità e punto di interscambio per i collegamenti ferroviari e navali, SkeinBIM ha svolto un’attività di rilievo e modellazione BIM dello stato di fatto, finalizzata alla digitalizzazione dell’infrastruttura esistente. L’intervento ha avuto come obiettivi principali: la creazione di un modello informativo affidabile il supporto strutturato alle successive fasi di progettazione e riqualificazione Il modello BIM è stato sviluppato: a partire da una nuvola di punti acquisita tramite laser scanner garantendo elevata accuratezza geometrica assicurando una restituzione coerente dello stato attuale dell’edificio Il team SkeinBIM ha operato in modo interdisciplinare, occupandosi di: modellazione architettonica, con restituzione fedele degli spazi, delle volumetrie e degli elementi caratteristici dell’edificio modellazione strutturale, finalizzata alla definizione degli elementi portanti esistenti con precisione geometrica e informativa modellazione impiantistica (MEP), per la ricostruzione dei sistemi presenti e la definizione della configurazione attuale Grazie all’utilizzo della nuvola di punti e alla modellazione interdisciplinare, è stato possibile: generare un modello digitale accurato e ricco di dati creare una base informativa solida per le fasi successive del progetto L’intervento dimostra come la metodologia BIM applicata al rilievo e alla modellazione dello stato di fatto rappresenti uno strumento fondamentale per la gestione di infrastrutture complesse, consentendo di trasformare i rilievi in modelli digitali integrati e pronti per la progettazione futura. Altri progetti Vedi tutti