BIMeet al fianco di BIM (K)now! per “BIM PARADIGMS: Architecture as a Living System”

Il 31 marzo a Pavia un pomeriggio di confronto tra ricerca, professione e innovazione nel mondo AEC. Se ti interessano davvero il futuro del BIM (quello concreto, non solo teorico), segnati questa data: 31 marzo 2026. L’Università degli Studi di Pavia ospita il seminario di ricerca“BIM PARADIGMS: Architecture as a Living System”, primo appuntamento del ciclo BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures Pavia 2026, ideato e coordinato da Vittorio Andrea Sellaro, responsabile del Laboratorio BIM presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura. 📍 Dove: Nuovo Polo Didattico di Ingegneria – Aula 1 (via Ferrata 5, Pavia)🕒 Quando: martedì 31 marzo, dalle 14:00 alle 18:00 Un BIM che cambia il modo di pensare l’architettura Oggi il BIM non è più solo un processo: è un vero e proprio linguaggio.Un linguaggio che sta ridefinendo il modo in cui pensiamo, progettiamo e gestiamo l’architettura. L’idea al centro del seminario è potente:👉 considerare l’architettura come un sistema vivo, dinamico e interconnesso. In questo scenario, modelli informativi, dati e processi digitali diventano parte attiva del progetto. Non solo rappresentano, ma guidano decisioni e strategie lungo tutto il ciclo di vita dell’opera. Il seminario nasce proprio come spazio di confronto su questi temi, mettendo insieme accademia, professionisti e industria. Ospiti e visioni internazionali Sul palco ci saranno ospiti provenienti da alcune delle realtà più influenti del panorama AEC globale, tra cui: A dare voce al dibattito saranno i seguenti ospiti: Giovanni Guccini, Cristina Greco, Preety Anand, Paolo Citelli, Marco Angelosanti, Marco Scala Un mix interessante tra esperienze consolidate e sperimentazioni emergenti, con casi studio e visioni che aiutano davvero a capire dove sta andando il settore. Il programma Un pomeriggio strutturato ma con spazio anche al confronto diretto: Un progetto più grande: BIM (K)now! + ARCH (K)now! L’evento fa parte di un percorso più ampio: il ciclo BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures 2026. Un’iniziativa che negli anni si è affermata come spazio autorevole di confronto tra: Dopo il kick-off al Politecnico di Torino, il ciclo prosegue in diverse sedi italiane, con Pavia come una delle tappe centrali. I temi? Quelli che contano davvero oggi: Non come buzzword, ma come leve concrete per trasformare il settore AEC. Più di un evento: un ecosistema Le Lectures non sono semplici seminari.Sono momenti in cui ricerca, impresa e formazione si incontrano davvero. Un contesto aperto a: Dove il progetto diventa occasione di dialogo e responsabilità condivisa. Chi c’è dietro Le Lectures di Pavia sono realizzate con la Direzione Artistica e Scientifica di Vittorio Andrea Sellaro ed il contributo Scientifico del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (guidato dal Prof. Andrea Penna); sono inoltre inserite anche quest’anno nella cornice del Progetto Dorian. Il Comitato Scientifico del 31.03.2026 è composto dai Docenti: Vittorio Andrea Sellaro, Andrea Penna, Francesca Picchio, Alessandro Greco. La Struttura Collaborativa del 31.03.2026 è formata dagli Studenti: Mattia Lamberti, Luca Gandini, Andrea Dutto, Valeria Maria Ranieri, Simone Mario Gulletta. L’iniziativa è supportata da BIMeet – Media Partner – e da una rete ampia di enti e organizzazioni del settore, tra cui: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pavia, OSA Office for Sustainable Actions – Università di Pavia, C.R.O.I.L., Ance Pavia, Istituto Italiano di Cultura BIM e Organizzazione d’Impresa, SDSN Italia, ICMQ, ProViaggiArchitettura, ASSOBIM, IBIMI buildingSMART Italia, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano, IUSS – Scuola Universitaria Superiore Pavia, EUCENTRE, Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Pavia, Raices Crescere Insieme, Running Club Pavia, BIMportale, EdilTecnico, INFOBUILD | INFOBUILDENERGIA. Info utili 👉 Iscrizioni: https://lnkd.in/d8V6V2mj 🎓 Crediti formativi professionali (CFP): Se ti interessa capire davvero dove sta andando il BIM (e con chi), questo è uno di quegli appuntamenti che vale la pena non saltare.
BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures Pavia 2026: piattaforme culturali per l’Architettura e l’Innovazione del settore AEC

Cosa sta cambiando davvero nel BIM e nell’architettura?E soprattutto: come si traduce tutto questo nella pratica, oggi? Il ciclo BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures 2026 nasce proprio per rispondere a queste domande, portando a Pavia una serie di eventi e seminari di ricerca dedicati all’innovazione nel settore AEC. Ideati e coordinati da Vittorio Andrea Sellaro (Titolare del Laboratorio BIM presso il DICAr – Università di Pavia), questi format negli anni si sono affermati come spazi di confronto reali tra accademia, professionisti e istituzioni. Dopo il kick-off al Politecnico di Torino, il ciclo prosegue in diverse città italiane, con Pavia come una delle tappe centrali del 2026. Due format, due prospettive (ma un’unica direzione) BIM (K)now!, attivo dal 2020, è diventato un punto di riferimento per chi vuole approfondire: Nel 2024 nasce ARCH (K)now!, che amplia il focus e porta nel dibattito anche una dimensione più ampia e critica dell’architettura: In breve: non solo strumenti e processi, ma anche significato e impatto del progetto. BIM (K)now! + ARCH (K)now! Lectures Pavia 2026 Con l’alto patrocinio dell’Università degli Studi di Pavia, il ciclo torna con una serie di eventi a Pavia nel 2026 dedicati alla trasformazione digitale del settore AEC, esplorando il ruolo strategico di Sostenibilità, BIM, Intelligenza Artificiale e Digital Twin per l’innovazione dei modelli progettuali, la sostenibilità del costruito e l’evoluzione dei processi decisionali. Le Lectures sono realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università degli Studi di Pavia, guidato dal Prof. Andrea Penna, e sono inserite all’interno del Progetto Dorian. Gli appuntamenti in programma per il 2026 a Pavia: Non solo formazione: confronto vero sul futuro del settore Non stiamo parlando di semplici momenti di aggiornamento tecnico, ma di momenti di riflessione collettiva sui mutamenti culturali, professionali e tecnologici che stanno ridefinendo il settore AEC, in cui si intrecciano: I temi affrontati toccano tutto quello che oggi sta trasformando il settore AEC: Il valore sta proprio nell’equilibrio: approccio tecnico + visione culturale, senza diventare né troppo specialistici né troppo superficiali. Una community ampia (ed è proprio questo il bello) Agli eventi partecipano: Una platea volutamente eterogenea, perché la vera sfida oggi è costruire un linguaggio comune tra competenze diverse. Più di eventi: un ecosistema culturale Nel tempo, BIM (K)now! e ARCH (K)now! sono diventati qualcosa di più di un ciclo di incontri. Sono veri e propri ecosistemi culturali, dove il progetto si intreccia con ambiti solo apparentemente distanti (dalla salute allo sport, dalla letteratura alla promozione della ‘bellezza’) riconosciuti come fattori decisivi per una progettazione più consapevole e responsabile. Qui ricerca, impresa e formazione si incontrano davvero, e la “rete” diventa una responsabilità condivisa. Chi supporta il progetto L’iniziativa è supportata da BIMeet – Media Partner – e da una rete ampia di enti e organizzazioni del settore, tra cui: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pavia, OSA Office for Sustainable Actions – Università di Pavia, C.R.O.I.L., Ance Pavia, Istituto Italiano di Cultura BIM e Organizzazione d’Impresa, SDSN Italia, ICMQ, ProViaggiArchitettura, ASSOBIM, IBIMI buildingSMART Italia, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano, IUSS – Scuola Universitaria Superiore Pavia, EUCENTRE, Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Pavia, Raices Crescere Insieme, Running Club Pavia, BIMportale, EdilTecnico, INFOBUILD | INFOBUILDENERGIA. 👉 Clicca qui e compila il form per partecipare alla prima conferenza del 31.02.2026
Modellazione BIM per complesso industriale

SERVIZI FORNITI Rilievo con laser scanner statico Rilievo aereo con drone (fotogrammetria) Integrazione e gestione della nuvola di punti Restituzione BIM dello stato di fatto Inserimento di parametri informativi nel modello Controllo qualità e validazione modello LUOGO Friuli (IT) SETTORE Industriale SUPERFICIE Circa 30.000 m² Per un polo industriale in Friuli, con una superficie superiore a 30.000 m², SkeinBIM ha realizzato un intervento di rilievo digitale integrato a supporto di un progetto di ristrutturazione interna. L’attività si è sviluppata attraverso una campagna di rilievo strutturata e multidisciplinare che ha combinato diverse tecnologie: Laser scanner statico, per acquisire con elevata precisione le geometrie interne ed esterne dell’edificio, garantendo affidabilità metrica e completezza del dato. Rilievo aereo tramite drone, utilizzato per la raccolta di dati fotogrammetrici relativi al contesto e alle coperture, successivamente integrati con la nuvola di punti terrestre; Restituzione BIM dello stato di fatto, con modellazione dettagliata di strutture e spazi esistenti, creando una base digitale solida per le successive attività di progettazione; Implementazione dei parametri informativi, finalizzata ad arricchire il modello con dati tecnici utili alle fasi progettuali e gestionali; Verifica e controllo qualità, attraverso il confronto puntuale tra nuvola di punti e modello BIM, per assicurare coerenza e accuratezza. L’integrazione tra rilievo terrestre e rilievo aereo ha permesso di sviluppare un modello digitale completo, coerente e affidabile, capace di supportare in modo strutturato le successive fasi di progettazione e realizzazione degli interventi. Questo intervento evidenzia come l’applicazione della metodologia BIM al rilievo dello stato di fatto costituisca un elemento strategico nei contesti industriali complessi, dove precisione, coordinamento dei dati e solidità informativa sono determinanti per la qualità del progetto. Altri progetti Vedi tutti
Modellazione BIM per polo logistico industriale

SERVIZI FORNITI Modellazione BIM architettonica in Revit Modellazione BIM strutturale in Revit Coordinamento interdisciplinare in Navisworks Attività di clash detection e validazione dei modelli Produzione di elaborati costruttivi e quantità a supporto del cantiere LUOGO Piemonete (IT) SETTORE Industriale SUPERFICIE Circa 60.000 m² 60.000 m² di superfici produttive da documentare con precisione e trasformare in una base digitale affidabile per un intervento di ristrutturazione interna. Per un importante stabilimento industriale in Piemonte, SkeinBIM ha sviluppato un’attività di rilievo digitale integrato finalizzata alla creazione del modello BIM dello stato di fatto, elemento centrale per supportare le successive fasi progettuali. L’intervento ha combinato tecnologie differenti per garantire completezza e accuratezza del dato. In particolare: Modellazione architettonica e strutturale in Revit, con creazione dei modelli BIM delle strutture portanti e delle componenti architettoniche, sviluppati con un livello di dettaglio adeguato alla fase esecutiva; Coordinamento interdisciplinare in Navisworks, attraverso attività di clash detection e validazione dei modelli, finalizzate alla riduzione delle interferenze e al miglioramento della coerenza tra le discipline; Produzione dei costruttivi, con estrazione di elaborati tecnici e quantità direttamente dal modello BIM, a supporto del cantiere e delle attività operative. Grazie a un flusso digitale integrato e alla competenza del team di modellatori BIM, è stato possibile sviluppare un modello accurato e informativamente strutturato, pensato non solo come strumento progettuale, ma come supporto operativo alla fase realizzativa. L’intervento conferma come l’utilizzo combinato di Revit e Navisworks trasformi la progettazione in uno strumento concreto di controllo e coordinamento, migliorando qualità, tempi e affidabilità nei grandi progetti di logistica industriale. Altri progetti Vedi tutti
Normative UNI e ISO: perché sono la base di un BIM davvero efficace

Nel dibattito sul BIM si parla spesso di software, modellazione, interoperabilità e obblighi normativi. Molto meno, invece, si affronta in modo consapevole il tema delle norme tecniche che regolano il metodo. Eppure, è proprio lì che si trova la struttura portante del processo. Mettere il fucus sulle normative UNI 11337 e ISO 19650 non è un esercizio formale o un richiamo burocratico da inserire in un capitolato per mettersi al riparo, è un passaggio fondamentale per dare solidità, coerenza e maturità al processo BIM. Il rischio, oggi, è infatti applicare il BIM in modo operativo ma non strutturato: modelli prodotti correttamente dal punto di vista geometrico, ma inseriti in un processo informativo fragile, poco tracciabile o non allineato agli standard. In questi casi, il BIM funziona a metà e quando funziona a metà, genera inefficienze. La norma come struttura del metodo Il BIM non è semplicemente modellazione tridimensionale. È un metodo di gestione informativa che coinvolge ruoli, responsabilità, flussi documentali e modalità di scambio dei dati. La serie UNI 11337, sviluppata nel contesto italiano, e la ISO 19650, di respiro internazionale, definiscono i principi attraverso cui l’informazione deve essere prodotta, organizzata, condivisa e archiviata lungo tutto il ciclo di vita dell’opera. Non si tratta solo di cosa produrre, ma di come farlo. Le norme rispondono a queste domande, trasformando il BIM da pratica operativa a sistema strutturato. Dal riferimento teorico all’applicazione concreta Uno degli errori più comuni è considerare le normative come un riferimento teorico, da citare nei documenti senza tradurlo in pratica. È frequente trovare Capitolati Informativi che richiamano la UNI 11337 o la ISO 19650, ma che poi non si riflettono in BEP coerenti o in un CDE realmente organizzato secondo criteri normativi. Riprendere le norme significa, invece, compiere un lavoro più profondo: Solo così la burocrazia smette di essere un richiamo formale e diventa una guida operativa. Soprattutto, con l’introduzione dell’obbligatorietà del BIM negli appalti pubblici sopra determinate soglie, il tema normativo ha assunto un peso ancora maggiore. Non è più solo una scelta strategica delle organizzazioni più strutturate: è un requisito. L’obbligo non riguarda il modello in sé, riguarda il metodo e il metodo è definito dalle norme. Applicare il BIM senza un reale allineamento alla UNI 11337 e alla ISO 19650 significa esporsi a criticità che possono emergere in fase di gara, in fase esecutiva o, nei casi peggiori, in fase di contenzioso. La qualità del dato come obiettivo centrale Uno degli aspetti più rilevanti delle normative UNI e ISO è l’attenzione alla qualità dell’informazione. Il BIM è, prima di tutto, gestione del dato e il dato, per essere utile, deve essere: Le norme forniscono il quadro metodologico per garantire queste caratteristiche. Riprenderle significa investire sulla qualità informativa, che non è un elemento accessorio ma il cuore del processo digitale. Senza qualità del dato, anche il modello più dettagliato perde valore. C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: la norma contribuisce a costruire una cultura organizzativa condivisa Quando ruoli, responsabilità e flussi sono definiti secondo standard comuni, l’organizzazione diventa più consapevole. Le decisioni non dipendono da prassi informali o da interpretazioni soggettive, ma si inseriscono in un quadro riconosciuto. Riflettere e lavorare tenendo conto delle normative significa anche lavorare sulla maturità dell’organizzazione e passare da un BIM di progetto a un BIM di sistema. Il vero valore delle normative UNI e ISO emerge quindi quando si supera la logica dell’adempimento Non si tratta di rispettare una prescrizione. Si tratta di utilizzare uno strumento che rende il processo più solido, verificabile e trasparente. In un contesto in cui i progetti sono sempre più complessi e interdisciplinari, la chiarezza metodologica diventa un fattore strategico. Le norme non rallentano il processo: lo stabilizzano, rappresentano la struttura che lo sostiene, la cornice che garantisce coerenza e la base su cui costruire un sistema informativo efficace. Il BIM funziona davvero quando è governato e le normative sono lo strumento attraverso cui questa governance prende forma. Se stai rivedendo i tuoi processi BIM o vuoi verificarne l’allineamento agli standard UNI e ISO, è il momento giusto per fare un passo indietro e ripartire dalle fondamenta.
BIMeet al fianco di BIM (K)now! per “BIM SYNTAX: Law, Design and Public Governance” – 30 gennaio, Torino

Torino inaugura il 2026 di BIM (K)now!, ospitando il Kick-Off del nuovo ciclo di conferenze e confermandosi come uno dei contesti più dinamici a livello nazionale per l’innovazione digitale nel costruire. Con BIM SYNTAX: Law, Design and Public Governance, la città diventa il punto di partenza di un percorso pensato per crescere, evolvere e diffondersi sul territorio. La conferenza, ideata da Vittorio Andrea Sellaro [BIM (K)now!] e organizzata in sinergia con la Commissione BIM dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, con il contributo delle Commissioni BIM di Torino, Pavia, Roma, Bologna e del Comitato BIM 2025 Sicilia, segna l’avvio di un progetto nazionale strutturato e replicabile. Un primo passo concreto verso una visione condivisa del BIM in Italia, capace di mettere in dialogo competenze tecniche, aspetti giuridici e governance pubblica. In questo scenario, BIM (K)now! svolge il ruolo di collante e motore dell’iniziativa: un punto di convergenza tra le Commissioni BIM di diversi Ordini degli Ingegneri, pensato per favorire un confronto continuo tra professionisti, pubbliche amministrazioni e mondo accademico. L’obiettivo è chiaro: strutturare, a partire da Torino, un percorso stabile, riconoscibile e aperto, capace di essere ospitato anche in altre città, mantenendo una struttura collaborativa condivisa e una guida scientifica unitaria. Il percorso è aperto e inclusivo. Nel tempo, potranno affiancarsi anche altri Ordini professionali, contribuendo con nuove esperienze e punti di vista a una rete nazionale in costante crescita. Un dialogo che si amplia, appuntamento dopo appuntamento, per rafforzare una comunità BIM sempre più connessa e consapevole. Il calendario BIM (K)now! 2026 è già in costruzione, con incontri distribuiti durante l’anno e una programmazione particolarmente intensa in primavera. Tra questi, l’11 giugno a Pavia si terrà il prossimo appuntamento di questa specifica tipologia, caratterizzato dal coinvolgimento congiunto dei Comitati e delle Commissioni BIM degli Ordini Professionali a livello nazionale. È su questa tappa che si vuole richiamare in modo particolare l’attenzione di Comitati e Ordini di tutta Italia, come momento chiave di confronto e partecipazione. Programma | Torino, 30 gennaio 2026 [14:00 – 18:30] Short bio ospiti 🎙️Ing. Marco Lotti | 4DaysIngegnere gestionale, da oltre dieci anni impegnato nella consulenza di direzione e innovazione. Dopo ruoli direttivi in gruppi aziendali, dal 2009 intraprende la libera professione come partner e consulente direzionale presso Eupragma. Nel 2021 fonda 4Days, società di consulenza direzionale negli ambiti manageriali e tecnologici legati al BIM Management. Creatore della piattaforma TRUSPACE, vincitore del BIM&DIGITAL AWARD 2023, categoria smart buildings. 🎙️Cristian Barutta | Studio VBSAvvocato del Foro di Venezia, esperto in appalti pubblici, contrattualistica e trattamento dati. Dal 2015 docente al Master “BIM MANAGER” Politecnico di Milano. Fondatore dello studio legale VBS e autore di articoli e pubblicazioni sul Legal BIM. 🎙️Andrea Versolato | Studio VBSAvvocato del Foro di Venezia, specializzato in appalti pubblici e Legal BIM. Docente dal 2015 al Master “BIM MANAGER” Politecnico di Milano e al Master BIM Università di Firenze. Coautore di manuali e articoli su BIM e contrattualistica, fondatore dello studio legale VBS. 🎙️Angelo Rota | AR’Legally Studio LegaleAvvocato cassazionista, oltre vent’anni di esperienza nel Construction law, appalti pubblici e privati, urbanistica ed edilizia. Esperto in Legal & Contract BIM e docenza universitaria, membro del Comitato Scientifico IBIMI Italia e del Gruppo di Lavoro Intelligenza Artificiale Applicata al BIM. Informazioni pratiche
Impianto sportivo dedicato al tennis

SERVIZI FORNITI Modellazione BIM degli impianti MEP Supporto BIM al PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica) Strutturazione delle informazioni impiantistiche in ambiente BIM Supporto alla digitalizzazione dei processi progettuali Creazione di un modello informativo a supporto delle fasi successive di progetto LUOGO Puglia (IT) SETTORE Terziario SUPERFICIE Circa 10.000 m² Nell’ambito della progettazione di un centro sportivo dedicato al tennis, SkeinBIM ha svolto un’attività specifica di modellazione BIM degli impianti MEP a supporto del PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica).L’intervento è stato sviluppato come progetto autonomo, distinto da altri incarichi infrastrutturali, e inserito nel contesto delle opere previste in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026. L’attività ha avuto come obiettivi principali: la creazione di un modello informativo impiantistico strutturato il supporto alla progettazione preliminare attraverso processi digitali coerenti Il modello BIM è stato sviluppato: in ambiente BIM dedicato alla progettazione impiantistica con l’obiettivo di strutturare e organizzare le informazioni MEP come base informativa a supporto delle fasi successive di sviluppo del progetto Il team SkeinBIM ha operato occupandosi di: modellazione BIM degli impianti MEP del centro sportivo integrazione delle informazioni impiantistiche nel processo di progetto supporto alla digitalizzazione dei flussi informativi anche in ambito sportivo Grazie all’utilizzo della metodologia BIM applicata alla progettazione impiantistica, è stato possibile migliorare la qualità e la coerenza delle informazioni di progetto, supportare le decisioni progettuali nelle fasi preliminari e favorire l’adozione di processi digitali strutturati L’intervento dimostra come la modellazione BIM degli impianti MEP rappresenti uno strumento efficace anche nei progetti sportivi, contribuendo alla digitalizzazione dei processi e alla qualità della progettazione in contesti legati a eventi di rilevanza internazionale. Altri progetti Vedi tutti
Stazione ferroviaria in Sicilia

SERVIZI FORNITI Rilievo dello stato di fatto tramite laser scanner Gestione e utilizzo della nuvola di punti come base informativa Modellazione BIM architettonica dello stato esistente Modellazione BIM strutturale degli elementi portanti Modellazione BIM impiantistica (MEP) dei sistemi presenti Integrazione interdisciplinare dei modelli Creazione di un modello informativo affidabile a supporto delle fasi di progettazione e riqualificazione LUOGO Sicilia (IT) SETTORE Infrastrutture SUPERFICIE Circa 15.000 m² Per una stazione ferroviaria, nodo strategico della mobilità e punto di interscambio per i collegamenti ferroviari e navali, SkeinBIM ha svolto un’attività di rilievo e modellazione BIM dello stato di fatto, finalizzata alla digitalizzazione dell’infrastruttura esistente. L’intervento ha avuto come obiettivi principali: la creazione di un modello informativo affidabile il supporto strutturato alle successive fasi di progettazione e riqualificazione Il modello BIM è stato sviluppato: a partire da una nuvola di punti acquisita tramite laser scanner garantendo elevata accuratezza geometrica assicurando una restituzione coerente dello stato attuale dell’edificio Il team SkeinBIM ha operato in modo interdisciplinare, occupandosi di: modellazione architettonica, con restituzione fedele degli spazi, delle volumetrie e degli elementi caratteristici dell’edificio modellazione strutturale, finalizzata alla definizione degli elementi portanti esistenti con precisione geometrica e informativa modellazione impiantistica (MEP), per la ricostruzione dei sistemi presenti e la definizione della configurazione attuale Grazie all’utilizzo della nuvola di punti e alla modellazione interdisciplinare, è stato possibile: generare un modello digitale accurato e ricco di dati creare una base informativa solida per le fasi successive del progetto L’intervento dimostra come la metodologia BIM applicata al rilievo e alla modellazione dello stato di fatto rappresenti uno strumento fondamentale per la gestione di infrastrutture complesse, consentendo di trasformare i rilievi in modelli digitali integrati e pronti per la progettazione futura. Altri progetti Vedi tutti
Realtà virtuale per il BIM: come l’esperienza immersiva migliora progettazione e cantiere

Negli ultimi anni, la realtà virtuale è entrata a far parte anche nel mondo dell’architettura, dell’ingegneria e delle costruzioni ed è diventata uno strumento concreto, accessibile e sempre più usato per visualizzare, esplorare e verificare i progetti BIM. Ma ha davvero senso utilizzare la realtà virtuale per il BIM? Sì, soprattutto quando si vogliono migliorare la comunicazione tra team, il coinvolgimento dei clienti e il controllo delle fasi esecutive. In questo articolo, approfondiamo il perché. Come si applica la realtà virtuale al BIM Applicare la realtà virtuale al BIM significa trasformare un modello digitale in un’esperienza immersiva navigabile in scala reale. Grazie ad essa, si può entrare nell’edificio ancor prima che venga costruito: camminare negli spazi, valutare proporzioni, materiali, luci, visibilità e accessibilità, come se fosse tutto già pronto. A rendere possibile tutto questo è l’utilizzo di visori i cui controller permettono di muoversi, selezionare elementi e modificare opzioni in tempo reale, offrendo un’interazione naturale e intuitiva anche ai non addetti ai lavori. Il processo per passare dalla modellazione BIM alla realtà virtuale Ecco i passaggi principali per applicare la VR al BIM: In ambienti come Twinmotion o Unity, l’esperienza diventa ancora più avanzata, perché permette l’integrazione di modelli georeferenziati, simulazioni temporali (giorno/notte) e persino la mixed reality per vedere il modello nel contesto reale. Perché usare la Realtà Virtuale nei progetti BIM? I vantaggi della VR integrata al BIM sono numerosi: Infine, grazie alle sue applicazioni avanzate, la Realtà Virtuale diventa fondamentale per Digital Twin, BIM 4D, gestione della sicurezza in cantiere e persino manutenzione predittiva. Per cosa utilizzare la Realtà Virtuale nel settore delle costruzioni La realtà virtuale nel BIM è uno strumento strategico che migliora la comprensione del progetto, la comunicazione tra team e stakeholder e la qualità esecutiva dell’opera Uno degli aspetti più interessanti è l’accessibilità degli strumenti VR. Un visore costa oggi tra i 400 e i 500 euro: una cifra contenuta rispetto ad altri strumenti tecnici usati quotidianamente in ambito AEC. Molti team già utilizzano questi strumenti per formazione, comunicazione e validazione dei progetti. Integrarli significa quindi fare un passo avanti verso la costruzione digitale, progettare meglio, costruire in modo più consapevole e comunicare in modo più efficace. Il consiglio? Testare questi strumenti e integrarli progressivamente nel proprio flusso. I benefici si vedono presto e sono molto concreti. Questo articolo è tratto dalla sedicesima puntata della terza stagione di BIMeet, il podcast dedicato all’innovazione nel mondo delle costruzioni. L’episodio è stato realizzato in collaborazione con Domenico Spanò, BIM Manager e CEO di BIM Trainer. Puoi riascoltare la puntata su Spotify!
Carel