La ISO riconosce la necessità da parte degli Stati membri di sviluppare “standard il cui bisogno non è stato riconosciuto a livello internazionale”. Quindi, in pratica la UNI diviene, previa riscrittura e adattamenti vari, l’Allegato nazionale alla norma ISO e viene adottata congiuntamente a questa.

Come è organizzata la norma?

Come accennato sopra la ISO 19650 è strutturata in due parti:

  • Concetti e principi
  • Fase di consegna dei cespiti immobili

Tuttavia, in quest’articolo noi ci occuperemo nel dettaglio solo della Parte 1 che si articola più specificamente nei capitoli:

  1. Scopo e campo d’applicazione
  2. Riferimenti normativi
  3. Termini e Definizioni
  4. Informazioni sul Cespite immobile e sulla commessa
  5. Definizione dei requisiti informativi e dei modelli informativi risultanti
  6. Il ciclo di consegna delle informazioni
  7. Funzioni della gestione informativa del cespite immobile e della commessa
  8. Capacità e risorse del gruppo di consegna
  9. Lavoro collaborativo basato sui contenuti informativi
  10. Pianificazione della consegna delle informazioni
  11. Gestione e Produzione collaborativa delle informazioni
  12. Soluzione e flusso di lavoro dell’ACDat

A chi si rivolge la ISO 19650

La norma ISO 19650 si rivolge a coloro che partecipano alla progettazione, alla costruzione e alla messa in esercizio dell’immobile o dell’infrastruttura, ma non solo. Anche a chi partecipa conferendo degli incarichi al processo di lavoro collaborativo e alla consegna delle attività di gestione.

Di cosa parla la ISO 19650 pt. 1?

La norma mette a disposizione raccomandazioni per la gestione delle informazioni ed è applicabile all’intero ciclo di vita di un cespite immobile, di qualsiasi dimensione e complessità.

Nella prima parte della norma ISO19650 vengono racchiusi i principi cardine della produzione, dei metodi di consegna e dell’organizzazione della struttura produttiva. Concetti che vengono applicati all’intero ciclo di vita dell’edificio e a commesse di qualsiasi dimensione e complessità.

Vengono poi descritti:

  • il contesto di riferimento e lo scopo della norma,
  • le norme a cui fa riferimento,
  • i concetti principali e le sigle interne,
  • le fasi di maturità del BIM, a livello aziendale, informativo, tecnologico e normativo, in cui i dati sono sempre più integrati.

E nei capitoli dal 5 al 9 vengono regolamentati la gerarchia dei requisiti informativi e il ciclo di consegna delle informazioni.

Informazioni e principi da rispettare

È importante specificare anche che la gestione delle informazioni a cui si fa riferimento nella norma è diversa dalla produzione di elaborati e documenti, nonostante siano legati tra loro dai vincoli stabiliti dalla commessa.

Rispetto alle altre norme, la ISO 19650 stabilisce per quanto riguarda la gerarchia delle fonti una continuità dei passaggi e regola lo sviluppo dei contenuti, partendo dagli obiettivi del committente fino ad arrivare alle specifiche tecniche.

Sulla consegna delle informazioni la norma stabilisce un iter che parte prima della firma dei contratti e che si attiva ogni volta che:

“Un evento pianificato o non pianificato modifica un cespite immobile o il suo stato durante il suo ciclo di vita, dando luogo a uno scambio d’informazioni”

Nella norma vengono evidenziati anche i principi da rispettare, tra cui la presenza di un ambiente di condivisione dei dati (descritto nel dettaglio nel capitolo 12) dove attuare procedure condivise e da sfruttare per l’intero ciclo di vita dell’edificio.

Per finire, si regolamentano le consegne e la gestione collaborativa delle informazioni e la produzione di piano di consegna per la commessa, matrice delle responsabilità e strategia di aggregazione della struttura.

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